I rumori di questa città di merda non li voglio più sentire. La sua voce,le sue urla stridenti durante il giorno,i giorni scanditi da un Nulla che si perpetua fino alla fine dei giorni. Questo non lo voglio più sentire, ma mi sa che mi toccherà ascoltarli ancora per un po'se non riesco a prendere decisioni sul cosa fare. Bisogna andarsene da qui e fare qualcosa. Qualcosa di grande, come ho sempre fatto in passato. E allora perché ti sei spento? Cosa è stato a spegnerti? Non sei saputo tornare dai tuoi viaggi,non hai saputo cambiare pelle come cambiava il vento, che soffiava alle tue spalle. E così eccomi con un drappello di amici a Rimini. Adesso sono seduto su un dondolo,dopo il caffè,dopo la sigaretta, dopo la cena consumata con gli amici. Un albergo a due stelle, modesto,ma discreto, gestito da una famiglia Albanese emigrata qui chissà quanti anni fa. L'atmosfera è rilassata, tranquilla: i bambini giocano sul patio davanti all'albergo,le loro stridule e leggere voci si inseguono come le falene della sera. Forse non c'è poesia, ma sicuramente c'è armonia nell'aria. Anche se non scomparsa del tutto, almeno San Giuliano si allontana un po' come un orizzonte nero e cupo che ci si lascia alle spalle, allontanandosi dalla tempesta. È una sera calda,ma non afosa, non può esserlo in una località di mare come Rimini.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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