Passa ai contenuti principali

Agosto

 La vita sentenziava così: Burgos a farsi le vacanze in Salento con una compagna che lo sopporta,ma una brava ragazza, due figli idioti come lui, nella vecchia casa dei suoi al mare,i genitori manco a dirlo due vecchi idioti,ma brave persone. E io qui,a San Giuliano ad aspettare che l'orda dei barbari rientri dalle vacanze. È una sensazione di sconfitta quella che mi accompagna perché io tutto questo non penso di meritarmelo. Ho fatto degli errori certo in passato, ma una fine così non penso di meritarmela. La fine di quello che vede la propria vita scorrere,senza apparentemente poterci farci niente . No,non sono soddisfatto, per niente soddisfatto. E i miei vecchi amici,non mi aiutano certo a stare meglio. Loro che vantano lavori ben pagati, vacanze che io non posso permettermi, donne che io non posso permettermi. Tutto così,un gioco al ribasso la mia vita rispetto alla  loro. Mi sono fatto travolgere dagli eventi,del tempo è passato e ancora non succede niente. E che cosa potrebbe succedere finquando te ne stai chiuso in casa a fumare canne e guardare la TV? È stato uno degli agosto più caldi dell'ultimo secolo,il più terribile dal mio punto di vista. Ventilatore sempre al massimo e solo quello per avere un po'di aria nella canicola estiva. Quella che ti fa vedere le strade sciogliersi in lontananza,che ti culla con il suono delle cicale dopo pranzo, quando sudato cerchi di dormire. Le estati della Puglia, quando i miei erano più giovani e volenterosi di cambiamenti che per forza di cose dovevano mettere in atto. Mia sorella si era appena suicidata,io avevo 10 anni,i miei erano disperati,dei loro amici che andavano in vacanza lì,gli proposero di passare l'estate con loro. Passò l'estate e i miei in compagnia stettero meglio. Dopo due anni e due estati con i loro amici conobbero tutti i vicini e comprarono casa lì e per sei anni di fila andammo in vacanza in Puglia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...