I problemi sono tanti, soprattutto nel mondo in questo periodo e quindi di riflesso, anche nella mia vita. Gli spazi di felicità,di respiro sono pochi e te li devi costruire,anche nella tua città. Certe persone mi hanno lasciato perdere,altre insistono e non sono gradite. Come la mia psichiatra. Che persona, come dice lei, sgradevole. Mi ero ripromesso di sorvolare su certe cose,ma sono ancora qui a parlarne. È una donna crudele e subdola: non ha mai credutoa niente di quello che io le raccontavo di me e della mia vita. Ha sempre pensato che fossi un bugiardo patologico e drogato. Se ti droghi,secondo lei, non sei piùin grado di dire la verità, secondo lei.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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