A volte faccio dei sogni veramente strani, che tolgono il fiato al mio risveglio. Non per la loro bellezza certamente,ma per la loro forza suggestiva. Mi capita in certe notti di sognare ancora Erika, quando eravamo giovani, mi capita come in questa notte agitata di sognarla e vederla con un altro. Nella seconda parte del sogno sono in una casa (ancora la casa) adamantesca e raffinata, che sembra una reggia e io devo mettere a posto tutto. Per certi particolari la casa sembra essere una sommatoria di tutte le case che ho abitato. Da quella in Via Europa,alla villa nel quartiere bene di San Donato. Io dovevo mettere a posto tutto e c' era un gran casino, oggetti e ricordi vari,cose da buttare e cose da tenere. Come le persone della prima parte del sogno.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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