È difficile capire le persone, come si muovono, come interagiscono e soprattutto perché fanno cose così apparentemente stupide.L'animo umano non può comprendere tutto della vita,solo Dio lo sa fare. E io mi ritrovo a scrivere così del nulla che si staglia preciso all'orizzonte , come il silenzio di questa casa,dove nessuno parla,e nessuno sembra nemmeno respirare. L'animo umano è infimo. Neanche di chi ti sta più vicino ci si può fidare. O prendi Antonio che ti tratta come un oggetto sopra una mensola che prende e sposta senza mai togliere neanche la polvere. I suoi inviti a fare qualcosa,in generale si risolve sempre in un nulla di fatto, c'è sempre qualche problema o qualcosa di finto che gli impedisce di essere presente. Scrivo così,nei momenti di rabbia e come sfogo di persone a cui pure voglio ancora bene. Anche se questo bene sta finendo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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