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Psicofarmaci e India

 È il talofen il responsabile dei miei incubi notturni,ne sono sempre più sicuro. Le voci si rincorrono fuori. Incubi in cui mi trovo in case semidisabitate,a volte distrutte,a pezzi,ma più spesso belle ampie, con ampi terrazzi e piante e fiori,stile giardino cubano, con piante molto selvagge che chiedono di essere sistemate. Il talofen agisce sul cervello, pesantemente, portandoci a dei livelli di inconscio molto profondi dove riviviamo in maniera trasformata le nostre paure,che diventano immagini, labirinti di destini e una insbrigliabile matassa di pensieri. È il talofen anche il responsabile del mio sogno di stanotte in cui era presente Monica,che pure non apprezzo particolarmente nella vita di tutti i giorni. Giravano case, di nostra proprietà e le mettevamo a posto,chi risistemava una tenda chi metteva a posto una sedia. Ed eravamo a Bombay dove entrambi siamo stati in periodi e circostanze diverse. C'èra il mare e c'èrano dei templi antichi,millenari,affacciati sulla spiaggia. Entrambi ci andavamo tenendoci per mano o parlando tra di noi. C'erano le scimmie,le statue dorate dedicate a Shiva e le scimmie che ci saltellavano sopra o si accovacciavano ai piedi delle statue stesse. Era l'India con tutto il suo frastuono e i suoi odori. 

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...