Eccomi qui come ogni mattina con i miei fantasmi. Già i miei personaggi. Erika è un po'un personaggio che ricalca la mia ex. Quante cose potrei raccontarvi su di lei. So molte cose e molte non le so più. Anche se sarà cambiata, soprattutto nei miei confronti sarà sempre lei: Erika,occhi neri grandi & profondi,che non lasciano adito a dubbi quando ti guarda così. Comunque dovrei buttare delle cose custodisco molti ricordi di molte donne, nonostante il pesante sfoltimento di cose che prima avevo quando stavo nella villa di Via Pascoli 25 ,quella con la cancellata verde. Erika ogni tanto dormiva da me nel seminterrato ed era bello & affascinante riceverla nel mio spazio. Tu,tu ti aspettavi cose diverse fa me,lo so,ma io ti sono sempre vicino,sappilo. Tranne quando ti odio per quanto senta la tua pelle addosso alla mia. Se mi bevo un altro caffè mi sembrera' di essere in una banlieue parigina di fine '800. Carrozze a cavallo, poche macchine e i bistrot un po'affollati & un po'frettolosi. Soprattutto la sera all'ora dell'aperitivo quando le dame si preparano in gonne lunghe e sorrisi smaglianti incastonati in labbra rosse. I vestiti sono di colori sgargianti e pastello. Invece, vado nell'altra stanza,quella che dà sul bar,e sento voci di donne che parlano animosamente. Ed è sempre così, come se ci fosse sempre un problema, sempre un emergenza impellente. Tutti qui parlano così per strada,le donne,i vecchi e i giovani. Ed è allucinante vivere in un paese così. Ti sentirai per sempre uno straniero,fino a quando non sarai cattivo abbastanza da un uscire di casa e ringhiare.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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