La musica è sempre stata la mia compagna di vita, l' unica compagna che non mi ha mai tradito. E ' la musica che mi rende i miei più sopportabili di notte quando l' odio cova profondo e scava dentro di me solchi indelebili.Non è giusto che faccia questa vita, che io sia schiavo di loro, loro che non mi hanno aiutato e che mi hanno sempre messo con le spalle al muro. Non è giusto che io abbia scritto certe cose su Carlos,mio migliore amico, ma l'ora correva veloce e l'ira montava,per colpa sua,ma anche non per colpa sua. I suoi atteggiamenti non mi aiutavano. Ho ripreso a leggere qualcosa, qualche pagina di un romanzo, mi aiuterà anche nello scrivere, ma i miei mi hanno anche insegnato a ballare nella vita,a non avere tempo per me. In realtà mai nessuno mi ha insegnato qualcosa,ma ho sempre fatto tutto da solo. La musica l' ascoltavo già di mio,dovevo solo assecondare il ritmo. Pensavo a Burgos, a come,incapace di capire la mia situazione, abbia un atteggiamento ingiustamente giudicante. A me questa cosa fa soffrire terribilmente. A questo ci aggiungo la superficialità di Cloud che mi ha liquidato come se niente fosse. Aveva ragione Monica,di non giocare con la mia mente. Ho vagato per anni senza approdare a niente e ho capito che quella non era la strada giusta. Pensavo,per cultura personale,che la Psichiatria si legasse molto spesso all' Arte. Ma genio e sregolatezza non vanno d'accordo con la mia età . Devo stare cauto e tranquillo. Sveglia, cazzo, che la vita è breve. Altro che tranquillo. "Music,for the people"
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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