Non tuteliamo chi non ce la fa. Non parlo necessariamente di me,ma anche di altre persone che conosco & che sono a me vicine. Qualcuno non mi rispetta da quando sono stato male, più di uno ti tratta con ampia sufficienza. Qualcuno non mi rispetta per il fatto che io scriva e dica cose lucidamente e follemente vere: è uno sguardo trasversale il mio di chi accetta e non rispetta. Tu che sai che saremmo arrivati a un simile livello? Nessuno lo avrebbe immaginato Tu,tu dove sei? Tu,nel blu dove andrai? Tu,sempre tu, come starai? Riflesso da dietro un vetro d'un bar,mi specchio e mi chiedo perché Dio abbia permesso o voluto vedere fino a che punto fossi in grado di reggere la sofferenza,mentale & psicologica. Forse era il loro gioco farmi diventare viola di rabbia fino a perdere di lucidità,per non scrivere male di loro,che non possono che avere la coscienza sporca.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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