La TV è solo spazzatura,e io mi sono nutrito di spazzatura per 17 anni. O meglio,io i programmi spazzatura non li guardo,in generale solo notiziari e film. Ma i primi sanno essere veramente avvilenti. Dove sono finiti tutti i miei libri su i gran tour: i viaggi che i nobili delle varie aristocrazie europee facevano per il vecchio continente? Lì ho venduti, come un idiota. E intanto Monica passeggia per strada leggendo Platone o Nice,due tra i miei filosofi preferiti . Devo ricomprarli assolutamente e darmi una rinfrescata filosofica, cambiare approccio alla vita. È questo che invidio e apprezzo di Monica,il suo approccio menefreghista e spiccio che nasconde intuizioni sull' Esistente. Basate più sullo sviluppo di un istinto primordiale che ti porta a fare le cose giuste al momento giusto. Ci sono periodi così nella vita in cui l' Io aderisce all'azione in maniera perfetta e quasi consequenziale. Io non so come ho fatto a buttare via gran parte della mia vita, eppure l'ho fatto,non sapendo assecondare l' istinto che mi ha sempre accompagnato. Andando in Brasile a trovare Matteo, il mio amico scrittore,ho forse rinverdito un' amicizia che forse non aveva bisogno di tali sviluppi e purtroppo intrecci dal momento che entrambi siamo stati con la stessa donna, Monica, seppur in due periodi diversi. Anche frequentare Eisenhower da un lato mi ha fatto piacere, dall'altro mi ha dato fastidio per la sua supponenza a tratti. Lui potrebbe dire lo stesso di me, che quando lo ho conosciuto l'ultima cosa che avevo scritto,a parte i testi delle canzoni dei Polly Magoo,erano le mie poesie esistenziali e d'amore del liceo. Ho tanti amici scrittori. Tutti molto bravi, tranne me forse. Il tempo ti inganna,il tempo che cerchi di passare a non soffrire. Gli amici di basso livello si sprecavano e non c'era più tempo per i grandi sogni. Mi sento che sono arrivato al culmine della mia sofferenza. Il mio corpo,la mia testa,il mio cuore non ce la fanno più a soffrire. Le mie ex donne sono colpevoli in questo. A volte mi sento stanco, infinitamente stanco e senza nessuna energia per cambiare la situazione. Non so nemmeno quello che voglio,so solo che non lo voglio più. Forse dovrei smettere di fumarmi le canne come dice la mia psichiatra. Forse dovrei essere più coraggioso,ma non saprei da che parte cominciare. Il presupposto di tutto è smettere di soffrire, smettere sarebbe l'inizio di un qualcosa almeno. Gli altri vanno avanti, magari anche molto lentamente e tu vai avanti con le poesie di Eisenhover,i romanzi di Matteo a tenerti compagnia. La TV sempre accesa,una litania che si ripeterà giorno dopo giorno. Io non sono così semplice,non mi accontento di così poco. Almeno in passato non ero abituato a farlo. È una situazione diversa da quando era morta mia sorella, lì avevo sperimentato quello che credevo fosse l'apice della sofferenza. Non pensavo che in futuro separami da una donna mi avrebbe portato a una situazione simile.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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