In un giorno si possono fare tante cose,tante quante ti richiede una vita per capire cosa fare. Stavo pensando a questi mesi,a questi anni in cui mi hanno calpestato tutti: Monica, Erika,questa stupida città dove la domenica la banda suona ancora per le strade,manco fossimo al Sud. E io glielo ho permesso. Poi c'è quella puttana di Valeria che scodinzola in gepierre e quell'altra che ha per nome Cloud che non si fa certo pregare per andare a letto con te,come con chiunque. Valeria sì dà grandi arie,che pensa di potersi permettere dall'alto delle sue cosce e del suo portafoglio sempre gonfio. Cloud: va bè Cloud è una misera puttana,artista fallita che si droga pur di dimenticarsi chi è. In un giorno puo dimenticare tutte queste cose che ti possono distruggere l'anima.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento