Intanto io accarezzo questa stupenda giornata di sole e lascio che il sole accarezzi me. Sono di buon umore,forse troppo di buon umore e quelli del CAD, gli operatori sembrano insospettirsi di fronte a tanta semplicità del esistere e serenità interiore. In giornate di sole come queste in cui il sole emerge come irrompendo dalle nuvole ognuno dovrebbe forse andare per la propria strada e specchiarsi nelle pozzanghere che vivono di luce riflessa. Anche noi viviamo di luce riflessa di fronte a Dio,anche se io in Dio non ci credo,in queste giornate lo vedo apparire tra le nuvole,come se mi dicesse,caldo e candido:" Vedi Andrea,che esistono anche le cose belle nella vita, come il sole e i suoi raggi che scaldano,le piante e i fiori con i loro colori che del sole si nutrono. L'acqua,la pioggia,quella forte e insistente e quella leggera e sottile.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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