Pensavo il ondo fosse un bel posto, e invece non è così.Pensavo il mondo fosse mio, e invece non è così. Eisenhower,io non ho tante cose dentro forse come te,ma ho vagato tanto per le strade,ho respirato il cemento,mi sono incollato al cemento. Fino a diventare una statua: fermo, immobile nel percorso, prigioniero in una casa inadeguata, per tutti noi della famiglia. Pensavo il mondo fosse mio,e lo ho posseduto per lungo tempo,come il culo di Erika nelle notti di inverno. Ma io più che altro penso a festeggiare,non so bene cosa,ma ora sono in un immobilismo comodo. Pensavo non sarebbe mai finita tra di noi, eppure è così. Il ricordo certo rimane,ma una quotidianità diversa ci muove il cuore. Come le luci fioche della sera,in quelle anche fredde giornate invernali,anche lì quanto manca il calore umano,quelli che un corpo trasmette. Lei era orgogliosa di me. Per le cose che facevo nella vita. Meno, molto meno per come mi comporto con lei come uomo. A Cuba,anche se mi ero scopato una negra come diceva lei. Fiera perché aveva capito di avere a che fare con un bastardo,un po'innamorato,ma pur sempre suo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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