C'era una casa e dentro quella casa c'eravamo io e i miei genitori. Loro non stavano tanto bene, almeno mio padre sembrava stesse molto male: forse stava morendo. Mia madre lo accudiva. Poi compaiono due tipi con due cani scodinzolanti. Che dicono di avermi conosciuto a Catania, molti anni prima. Sono giovani e la cosa mi sembra strana. Mi rubano tutto,mentre la mia famiglia scompare. Chissà perché Catania dove ero stato quando io ero giovane, neanche vent'anni,con Alessandra la mia fidanzata dell'epoca. Ma la casa ricordava un po'certe vecchie case del Sud Italia,grandi,spaziose,dai soffitti ampi e dai balconi interni illuminati dal sole.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento