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Viaggiare

 Sii fiero di quello che hai fatto Andrea, anche di quello che non hai fatto o che non sei riuscito a fare. Da Kathmandu a l'Avana,da Bombay a Istanbul. Da Gerusalemme a Rio de Janeiro. La voglia di viaggiare però sembra essermi passata o almeno la voglia di viaggiare a quel modo. Mi muovo nel traffico del mattino. La via Emilia è intasata. Sono neanche le 8 di mattina e la situazione è già questa. Devo andare al CPS a fare la puntura e quindi muovermi da San Giuliano a San Donato. Diverse etnie,autoctoni coi soldi a San Donato,di tutte le etnie e umili lavoratori a San Giuliano. È il periodo dei bilanci: sii fiero di quello che hai fatto Andrea, perché solo da giovane e relativamente sano potevi fare certe cose,certi tipi di viaggi. E quando avevi l'età non avevi testa né soldi. Ora che hai i soldi non hai più l'età. Non invidiare nessuno, nessuno si merita di essere invidiato da te. Sono relativamente felice. È una felicità che nasce dalle piccole cose,quelle che ho sempre avuto sotto mano e che non ho mai considerato. Il CAD per esempio e gli operatori che ci lavorano,sono degli alleati nei momenti positivi e un valido supporto in quelli più bui. Quelli in cui arrivi anche a disprezzare chi cerca di aiutarti. Viaggiare non è solo una questione fisica,ma anche una cosa mentale. Anche se sono qui con mille pensieri & problemi , fondamentalmente fermo non mi sento statico, ma in movimento. Viaggiare,e questo lo ho imparato nel mio vagare per Milano, può essere anche un esperienza fisicamente limitante ,ma che mentalmente ti porta lontano.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...