Non voglio sapere niente di niente, voglio stare a mente libera e vagare per i miei pensieri. Senza sforare nella follia,senza che questi diventino paranoie. Voglio liberarmi del passato più recente,allontanare personaggi strani ed equivoci di San Giuliano. Una città che mi fa talmente vomitare per i suoi abitanti e la sua morfologia da città di periferia,dove i vecchi dormono e giudicano i giovani che si drogano e fanno casino. Mi è rimasta la mia preziosa famiglia, mia madre indefessa presenza nella mia vita e mio padre un po'sornione,ma sempre allegro e gentile, quando non litiga con mia madre . Questo mi è rimasto: insieme alla speranza di un fratello che spero non scelga di vivere la sua vita senza di me, perché di lui ho veramente bisogno.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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