Il mio problema è che penso che non ne valga più la pena,di lottare,di soffrire ancora una volta. Poi con quali energie dovrei farlo? Erika è lontana, felice forse appagata dalla sua esistenza,io non dalla mia. Ti ricordi Erika i tempi felici di noi due al mare alla Buca delle Fate,in Toscana,anni in cui mi muovevo veloce e sfruttavo ogni occasione per amarti e per tradirti. Eppure quello era il nostro rifugio e quanta nostalgia mi assale quando ci penso. Per i bagni nudi,gli aperitivi a base di vino bianco sugli scogli. Una nostalgia che irrompe in pianto quando penso che quella forse doveva essere la nostra vita e avevamo un mare di sogni negli occhi e nel cuore. Sogni che si sono infranti come le onde sugli scogli della vita,delle scelte non fatte e di quelle sbagliate. Ti amavo Erika,ti amavo tanto,anche i tuoi difetti. Un amore così forte che nel suo non esserci più si è trasformato in dolore e il dolore in malattia. Buca delle Fate. Dolci ricordi di estati di almeno venti anni fa.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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