Cloud tu mi hai distrutto,mi hai lasciato senza niente in mano che non fosse la cornetta del telefono con cui provavo a chiamarti mentre tu ti facevi scopare da chiunque. Non sei mai stata degna di me,non lo sei mai stata e io dovevo capirlo subito. Ti sei comportata come la peggiore delle puttane in circolazione e io non ho potuto fare altro che fare sesso con te così, come se fossi una puttana a pagamento che poi piange pentendosi di aver maltrattato il suo corpo così,che ti prende,poi ti lascia poi ti riprende e ti lascia di nuovo,questa volta definitivamente. Causandomi non pochi scompensi emotivi e fregandosene del male che può fare ogni sua singola azione. Stanotte non sto bene,per niente oltre che per lei ( anche se il ricordo lentamente svanisce) anche perché questa casa mi sembra chiudermisi addosso,come una scatola che si accartoccia su se stessa. Ho una sensazione tremenda di soffocamento e mi dico che devo prendere un po'dT' aria, passeggiare un po'domani mattina nel parco. Il ricordo di Cloud mi soffoca e forse con esso anche la mancanza di amore.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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