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Le donne sbagliate

 Uno sconforto profondo: è quello che mi ha colto ieri  di fronte alla visita dell'ennesimo approfittatore di questa casa. Casa che non aprirò più a nessuno se non a pochi selezionati amici. Basta baraonde e casini, basta festini. Voglio guarire da solo,senza nessuno che intralci il mio percorso. Poi quello sconforto è passato, è uscito un sole bagnato di rugiada al mattino e l'aria si è fatta più serena. Ho anche avuto il tempo di vedere Julia in tarda mattinata e di parlare un po'con lei. Bisogna guardare avanti,senza dimenticare il passato certo,ma eliminando le scorie di questo passato,le persone sgradite o quelle che si sono dimostrate aggressive & sgradevoli come Monica e Cloud. Le donne sbagliate al momento sbagliato. Lo sconforto mi ha assalito pensando a loro,alla mia vita già precaria che loro hanno contribuito a distruggere. Poi se la tirano pure, come se fossero chissà chi,mentre sono solo due povere mentecatte dell'esistenza,due stupide teatranti senza copione,senza niente di niente dentro che non sia l'affermazione di sé stesse. E così lo sconforto mi è passato: con un raggio di sole.

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  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.