C'è un bel sole oggi fuori, anche se fa freddo. Io non sono uscito e guardo questo sole che impallidisce da dietro un vetro del salotto. Sono molto tranquillo oggi e mi godo questa tranquillità sperando che non diventi noia. Al CAD non vado più, preferisco stare a casa a dormire, per poi pranzare con i miei. Mi sembra di ritrovare me stesso come ero 17 al fa,dopo il ricovero,era il 2005, quando ero molto tranquillo,ma mentre allora sentivo un vuoto enorme dentro di me. Per i viaggi bruscamente finiti,per le storie amorose finite anche esse in modo brusco( un Tso può davvero spezzarti la vita in due farti cambiare prospettiva sulle cose e sulla tua vita stessa). Oggi rispetto a anni fa sono più tranquillo,per la strada fatta,da solo e con i vari compagni di avventure ( Monica e i suoi amici,Il ciclista, Konstant, Carlos in ultimo). Non tutti i viaggi sono stati felici,ma comunque li ho portati tutti a termine. Anche oggi un bel sole. La cosa più bella che ci sia e rischiara giornate e scalda i cuori. Ti viene quasi voglia di passeggiare,anche se sei immerso in quello schifo di San Giuliano. Ripenso alla strada fatta,ed è una strada burrascosa. È quello che penso che mi sia successo. Da quando mi sono lasciato con Erika penso che sia così. Erika mi proteggeva,mi amava,mi perdonava fino a quando non c'è l'ha fatta più. E il suo odio si è abbattuto su di me,trascinandomi via come un fiume in piena. E dopo il suo odio ,ho dovuto affrontare l'odio di Monica,sua successrice, che in lei è strutturale, naturale,fa parte della sua personalità. A quei tempi di sole ne vedevo poco,chiuso nella sua camera a fare sesso. Le tendine gialle lasciavano filtrare un po'di luce debole. Ma noi di giorno tendevamo a dormire e la sera ogni tanto uscivamo da quella squallida casa.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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