I momenti morti nella vita di uno psichiatrico sono tanti. Prima mi davano ansia, noia, insoddisfazione. Ora li accetto più volentieri,sono comunque il segno di qualcosa. Tutto ha senso nella nostra vita, anche quello che non sembra averne. Mi godo la solitudine,i momenti con gli amici e quelli con la mia famiglia. Tutto ha senso e a volte scriverlo non serve proprio a nulla. È passato Gegio e il pomeriggio si è acceso nonostante il suo plumbeo apparire. Si parla tanto e si ragiona tanto sulle cose, sugli sbirri,i movimenti,i tagli dentro. Non so come dirlo ma lui mi restituisce il senso della San Giuliano più di strada,quella che sopravvive e vomita l'anima in a corner street. Sembra di essere,ma in fondo siamo in un sobborgo dove si dicono tante cose,di tutto e di tutti. Soprattutto si parla di soldi, perché non c'è ne sono in giro. Fuori non si può bere, naturalmente non si potrebbe neanche fumare. Arabi & neri dominano la notte nella sua interezza,appaiono all'improvviso, nell'oscurità.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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