È una giornata grigia in un periodo un po'fosco della mia vita: persone sgradevoli e sgradite sono per fortuna state allontanate da questa casa. Era una giornata grigia e lei in quelle giornate preferiva leggere qualcosa o se una forte passione l'attanagliava metteva giù il libro e iniziava a masturbarsi ,non solo per il piacere fisico,ma anche per passare il tempo. Dopo amava dormire e dopo aver dormito un caffè e poi una bella Chesterfield a coronamento del momento. Le piaceva incorniciare certi attimi della sua vita con una sigaretta,le sembrava che avessero più dignità e spessore esistenziale. È una giornata grigia di Gennaio,ma senza pioggia,una di quelle giornate che solo timidamente ti invitano ad uscire e lo fai solo se le pareti della casa iniziano a premere contro di te, schiacciandoti il cervello. Presa dall'ansia si rifugiava in un caffè e iniziava a scrivere,poesie d' amore per un lui sconosciuto e mai incontrato nella realtà.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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