Io non sono una persona forte, l'ho scoperto con gli anni e attraverso gli altri che sono molto più resistenti di me alle intemperie della vita. Ho scoperto con gli anni,che si trattava di una maschera ben aderente al mio volto. Mille solitudini non fanno un pensiero onesto e di cuore. Non sono nemmeno una persona resistente al dolore: l'ho dimostrato nella vita che mi piego per poi spezzarmi. Quindi non posso e non devo soffrire,non più di tanto. Questo è quello che ho capito ( ma in fondo lo sapevo già) della mia vita,del mio stare al mondo. Devo cercare la felicità,la leggerezza,le persone oneste e di cuore che eppure ci sono al mondo nonostante io mi lasci il fango alle spalle. Era veramente fango quello che i miei amici mi gettavano addosso. Tutto motivato dalla mia infedeltà verso Erika,e quindi io ero automaticamente diventato per molti come si dice " una brutta persona". Questo mi ha generato una rabbia incredibile nei confronti dei miei ex amici .
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento