Market era un bastardo. Uno di quei operatori che ti voleva mettere in difficoltà,anzi gli piaceva vederti soffrire. A me diceva che soffrivo di mal de vivre,per dirla alla francese. Ero molto trasandato, molto trascurato in quel periodo. Come al solito una donna mi aveva lasciato per i miei comportamenti e per la mia ( fondata) gelosia. Mi lasciò per un altro. Un idiota conosciuto in giro sempre nel suo bazzicare bar e locali,o per lavoro o per andarsi a bere una birra. Quanto tempo ho perso nella mia vita dopo il ricovero,a cercare di capire cosa fare,cosa non fare, come sopperire a determinate mancanze,assenze fisiche ed emotive. Molta gente se ne è andata dalla mia vita. Qualcuna l'ho cacciata via io ,il resto lo ha fatto la vita con le scelte,gli spostamenti,i traslochi,i viaggi,gli amori che finiscono e altri che non mantengono le promesse,le aspettative. E più passa il tempo, più si è disillusi, più cresce il nostro bisogno di amore. Mal de vivre: io senza amore verso qualcuno non riesco a trovare un senso,a vivere la vita. Fosse una donna,la tua famiglia, il sangue del tuo sangue o semplicemente la vita. Ma Market era veramente un bastardo, uno che non ha mai amato il suo lavoro e forse la vita gli ha concesso solo di fare quello. D' altronde si sa che gli operatori sanitari sono persone che tendono semplicemente a sbarcare il lunario,come si dice. Almeno nell'ambito della psichiatria. Non hanno cultura,non hanno sensibilità, sembra quasi che gli dia pure fastidio che stai male. Eppure dovrebbe essere il loro lavoro, altrimenti che cazzo siete qui a fare. A pettinare le bambole. Solo gli idioti imbottiti di farmaci possono dare ascolto a questi incapaci. Mal de vivre. Ma vaffanculo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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