Monica è diventata brutta, brutta come la morte,con la pancia flaccida per tutte le birre che si beve e la faccia scura, sempre arrabbiata. Mi spiace Monica,ma non vali niente,per me e per tutti. Le uniche persone che ti sopportano sono i tuoi quattro amici idioti( sempre quelli) ognuno con i suoi problemi,storpi della vita,chi con problemi di salute,chi di soldi. Si ,avevi un bel seno e mi incantavi in qualche modo e questo sopperiva alla bruttezza del tuo carattere. Eri sempre astiosa,litigiosa, arrogante. Ricordati Monica che non vali niente per me e sei solo un surrogato di quello che di bello c'è attorno a te,le persone che cerchi di imitare,di raggiungere. Monica era invidiosa della mia vita prima di lei quando c'era Erika, quando io stavo bene e avevo anche i soldi e di conseguenza potevo concedermi molte donne,feste, serate, incontri tra un cocktail bar e un bistrot. Tra uno squallido bagno di un locale con le luci al neon o una stanza in una lussuosa casa in porta Venezia.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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