Con i miei è sempre così . Inizio la frase e suona il telefono. È un mio amico che passa di qui a bere il caffè. Il bar ha un singulto alla sua uscita. Con i miei è sempre così. Ci sosteniamo e un po'ci affossiamo a vicenda,scannandoci come dei cani. Con mio padre no, è con mia madre che a volte le difficoltà sono quasi quotidiane. Ma oggi è un giorno di buona per tutti e io non voglio rovinarlo. Riuscirò a riemergere un giorno da questa situazione e andrò a bermi un cocktail ammirando le donne ai tavolini e scrivendo qualche poesia, come facevo un tempo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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