Aneddoti, ricordi, foto ingiallite,versi scritti troppo in fretta e altri fogli bagnati dal vino,scritti in un ristorante giapponese qualunque. Il sake',alla fine della cena c'era il liquore giapponese. Spesso andavo con Erika al ristorante, sempre molto attento e premuroso nei suoi confronti. Ma i cani, ovvero i finti amici,mi aspettavano per il dopocena in un locale qualunque, generalmente il Mom,per fare a pezzi me e il mio amore. Mischiato ai cani c'era sicuramente anche William che aspettava il suo momento migliore.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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