Facendo una serie di lavori di merda, ho capito il mio reale valore. Io non faccio niente e mi merito di non fare niente per un bel po', finché posso diciamo. Intanto scrivo idiozie e grandi verità come al solito. Gli attori coinvolti non devono sentirsi giudicati,le persone reali di cui parlo devono capire i miei momenti di solitudine. Un messaggio per Cloud e Monica,non so se siete all' ascolto,qui parla Skerry: non vi voglio male,vi ho amato tanto e ho sofferto molto e per anni,senza meritarmelo. Ho commesso degli errori sicuramente,ma e dico ma, bisogna farcela. In qualche modo,per quanto studi traiettorie, nulla sarà mai così perfetto com'è nella tua mente. Con ostinazione,continuo a vivere qui,ma dovrei andarmene via,tutte queste voci dal bar mi mettono nevrosi addosso. L'unico modo è isolarsi in casa propria, quasi annullarsi nell'etere.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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