Erika mi girava e rigirava come voleva, così come faceva con l'anello al dito. Che donna stupenda nelle sue forme,nel suo essere tonda e dolce nei lineamenti. Lo scorso agosto è stato terribile e ho paura che se non mi invento qualcosa anche questo lo sarà. Se avete qualche idea scrivetemi: la mia mail è andreascarano0@gmail.com. Comunque Erika dicevamo mi girava attorno e poi ho iniziato a girare io attorno a lei. Quello che si dà, torna indietro, si dice. Lei mi diede tanto amore e io la ricambiai con amore. Lei mi diede forza e io le diedi speranza di uscire da quella vita di merda che si era costruita nei suoi anni con me e già da prima direi. Per me fare l'educatore era come fare un lavoro interessante che ti mette in tasca i soldi per poter uscire poi la sera a divertirsi. Per andare per locali,per vedere concerti , per scoparti una puttana o per portare fuori la tua tipa a cena. Questa era la mia vita ( in parte) quando stavo con Erika. Poi ci sono tante altre cose.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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