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Un amore discordante

 Anna è una persona dentro piccola piccola,quasi miserimma a tratti. Pensa solo ai soldi, non fa nulla per migliorare se non in funzione dei soldi che riesce a ottenere, anzi se può mostrarsi peggiorata lo farà sicuramente ( per avere piusoldi) Il Menez è sempre addosso: su di me, sul mio tempo, e anche se è scomparso, anche se non lo vedo più le sue parole riecheggiano per l'eternità. "Devi dare un senso alla tua vita" . Io mi ritrovai completamente smarrito perché improvvisamente tutto quello che avevo fatto fino allora mi sembrò pretestuoso e inutile. Alla fine lavoravo perché i miei non mi davano soldi e volevo divertirmi, uscire, suonare e fare mille altre cose.Intanto studiavo. Facevo l'educatore come lavoro e mi piaceva quello che facevo,ci mettevo passione,fino a quando Erika, anche essa educatrice mi fece passare la voglia di tutto, pure di vivere. Fu così crudele con me, che dopo di lei feci fatica ad avere altre storie e furono tutte conflittuali e tese a causa mia, fondamentalmente. Con Laura,con Monica,con Cloud fu sempre un po'difficoltoso. Con Laura le cose sembravano funzionare,ma ci fu un evento che cambiò il corso della storia. Laura veniva tutti i giorni,dopo il lavoro, nel mio monolocale in via Bessarione, zona Corvetto a Milano. E ne combinavamo di tutti i colori. Laura era bellissima come donna e in più faceva sesso con una libertà e una spregiudicatezza che ti portava a lidi di piacere raramente conosciuti prima con altre donne. Sembrava nata per fare sesso con me . Ma ora è diverso. Lei ha un altra vita e io ho un'altra vita, e non era questa la vita che volevo. Me la sono fatta andare bene, diciamo,ci sono stati anche sviluppi interessanti e personaggi degni di nota per una letteratura di basso livello come la mia. Sono devastato, devastato dalla vita che sembra soffocarmi con i suoi mille problemi. Uno dopo l'altro. Non ho più tempo per temporeggiare. Ora o mai più. Sono riuscito a cambiare delle cose, ma non come avrei voluto. C'è ancora una cosa da fare:andare al mare. A riprendersi,riprendere vita e contatto con qualcosa di più grande di noi che ci faccia sentire infinitamente piccoli con i nostri problemi. La vita è uno spettacolo di cui se non hai il biglietto non hai diritto a partecipare. Nemmeno se hai il cuore troppo debole sei ammesso, perché i deboli non ci piacciono. È la società dei ricchi,delle vittimiste come Anna, delle donne emancipate e di quelle profondamente frustrate,sempre come Anna. Non vale niente quella donna, proprio niente.

Il tempo trascorre lento come quando stavo male all'inizio della mia malattia e non sembra succedere niente di interessante. Nulla mi è sembrato interessante da quando sono qui a San Giuliano. Solo scappare a Milano mi faceva sentire meglio. Ora non ci vado più. Mi sento troppo fuori luogo e fuori epoca. Non siamo più negli anni '90, non sei più così giovane e anzi ti avvicini ai 50 caro mio. Eppure io non mi sento così vecchio,forse un po'meno forte, ma dentro sempre giovane. Dall'esperienza nella comunità di Gavirate ho imparato a scrivere e sono uscito da lì con la promessa che avrei continua farlo. Lo promisi alla mia psichiatra della comunita'. Ma poi non lo feci,mi misi a suonare la chitarra,bere birra e fare feste in cui ho avuto l'occasione di incontrare diverse persone. Alcune sicuramente positive,altre meno ma sono tutti amici di seconda scelta diciamo, più legati a una situazione che si è venuta a creare nella mia vita. Sono sceso di livello indubbiamente dai tempi in cui lavoravo per Marina. Almeno lì facevo progetti lavorativi. Come è stato possibile che io sia sceso così in basso nella considerazione di me, da frequentare un centro per persone con disabilità psichica grave. Io devo cambiare vita, guardare a Matteo e alle sue scelte e a quello che ha saputo fare. Io ho lasciato che tutto scorresse, ininfluentemente da me stesso,incapace di capire i miei desideri e le mie reali aspirazioni che non ero nemmeno in grado di assecondare.


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