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CPS Il

 Tutti parlano male di tutti, questo è il CPS. Se ti esponi e dici il vero sarai tacciato di follia. Il CPS è il regno della finzione dove ti infilano una pastiglia in bocca o peggio ti fanno una puntura per distruggerti,per renderti più manipolabile e quindi controllabile. Il CPS attua un controllo delle menti e dei comportamenti delle persone, la cui unica colpa è quella di essere stati male nella vita. E allora lì inizia il calvario. Sono i primi a stigmatizzare le persone,i primi a giudicarti e a sopprimerti lentamente se necessario. Quanta gente che ho conosciuto anche solo per poco tempo o di vista che si è suicidata perché non ce la faceva più, perché asfissiata da cure oppressive e invalidanti. Loro se ne fregano. Tanto i farmaci li prendi tu,mica loro che non aspettano altro che tu faccia un passo falso solo per giudicarti e colpevolizzarti. Insomma una banda di idioti irresponsabili il cui unico scopo è portare i soldi a casa per campare. A loro non interessa niente di te. A loro interessa semplicemente che tu obbedisca. È una struttura dalle logiche autoritarie. Poi si meravigliano se ogni tanto qualche paziente fa casino e qualche danno. È il minimo. Lotta armata contro gli schiavisti della mente. Questo serve. Non possiamo eliminarli come loro fanno con noi, ma possiamo sempre denunciarli e portare questo schifo alla luce del sole.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...