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Fawara

 Ho ospitato qui in casa mia,previo pagamento di un modesto affitto il mio amico Fawara, l'amico opportunista direi. Quello che non fa mai niente per niente, anche se sembra sempre venirti incontro in qualche modo. Lui è un fumatore incallito che non vive senza fumare e baratta quello, con un po'di soldi anche con cibo, ospitalità, tabacco e altre cose. Ti fa anche un po'da psicologo se ne  hai bisogno. Ma solo se ha il suo tornaconto. Perché Fawara in realtà non fa mai niente per niente. È lui che un po'comandava in questa casa quando abbiamo vissuto assieme. 

- Fratello io morto di fame presta me dieci euro poi domani te li do'. Ma domani era un altro giorno. Però qualcosa tornava e indietro a volte subito, a volte dopo qualche settimana. Non lo so Fawara è sicuramente una brava persona che mi viene a trovare il mattino a bere un caffè,poi io gli lascio qualcosa e fumiamo qualche canna mattutina che mi stona non poco. E non mi fa neanche bene. Ma io sto perpetrando questo rito da molto tempo e ogni tanto non riesco a farne a meno. Come se il desiderio di annullarmi prevalesse su ogni cosa. Ma a me piace viaggiare con la testa, anche se questo significa distaccarsi dalla realtà. Ed è questo che la psichiatra mi obbietta ogni volta che la vedo. E forse ha ragione l' odiata, ma preziosa psichiatra. Forse ha ragione. Ho troppi vuoti mentali, vuoti di memoria,la mia memoria stessa va a ripescare aneddoti e situazioni di anni fa legate a persone che non sono più presenti nella mia vita. È tutto molto surreale questo mio vagare con la mentee i ricordi nei meandri del passato.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...