Passa ai contenuti principali

Fuori

 Fuori i soliti idioti di San Giuliano si abbaiano l'un contro l'altro ed è pazzesco che l'unico modo che ho di eliminarli dalla mia testa è parlare di loro,che sparlano di me e viceversa.  Juner alla fine è partito per le Filippine e io sono rimasto qui come un idiota senza speranza. Come l'anno scorso d'altronde. Forse l' anno prossimo ci andrò. Ma abbiamo appena scoperto che mia madre ha un tumore. E questo cambia tutto. Cambia il panorama, l'orizzonte e il senso un po'tutto delle cose. Ero troppo felice, sapevo che qualcosa avrebbe provato a rovinarmi la festa. E ci sono riusciti gli infausti dei. Non so se riuscirò mai ad andare nelle Filippine, Juner, ma comunque ti penso lì e ti penso felice. Sono stanco di non fare niente e aspettare così il mio destino, è il momento di agire. Soprattutto se mamma sta male. Bisognerà essere più attenti e meno esigenti. Più rispettosi della propria mamma. Tutti mi tacciano chi di pressappochismo, chi di arrivismo. Io , per dire la mia, non sono per niente attaccato al denaro e magari non sono un tipo preciso, ma questo non significa che non sia come dite voi. Fuori faceva caldo,faceva già caldo. La città, una metropoli che ti cuoce lentamente. L'unica possibilità è scappare al mare. Già fatto con mia madre, che dopo questa vacanza scopre di avere un tumore e chissà se ce la farà.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...