Il male arriva che tu lo voglia o no entra nella tua vita subdolo e apparentemente innocuo. Sembra tutto sotto controllo, insomma. Ma lui si presenta alla porta in genere nel tuo momento di maggiore felicità,come l'autobus a metà sigaretta. È venuto a prenderti. Cosa fai? Urli quantomeno e allora facci sentire come sai urlare. Cosa dobbiamo dire al Male in confidenza? Che siamo tutti finti? Tutti artefatti,costruiti su misura per una vita già scritta. È questa la nota più triste di tutta la storia. Che tutto è già scritto o meglio circoscritto dai nostri difetti,dalle nostre debolezze. Che ci impediscono di guardare lontano,di fissare orizzonti sempre più ampi.Il male non manda cartoline,ma solo messaggi nefasti. Ma vaffanculo. L'unica cosa che si può fare è resistere,aspettare l'autobus dopo e godersi a pieni polmoni la sigaretta. Tanto l'autobus dopo sarà sempre più vuoto,lì detta la legge della giungla. Della giungla metropolitana. Arriva la sera, sono quasi le sette,e fuori è ancora chiaro. Cenerò. Poi scriverò ancora.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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