Oggi c'è un cielo grigio,su alberi invece già fioriti da giorni e giorni che mi ricorda i cieli della Normandia dove sono stato con Alessandra durante il nostro primo inter- rail in solitaria,solo io e lei. Diverse le tappe attraversate, ma i cieli scuri di quella regione non si dimenticano. Che posti. E che splendore di ragazza, donna e fidanzata che avevo. Il mare spesso rumoreggiava e noi lo sentivamo dalla nostra minuscola tenda marrone di quelle vecchio modello. Noi stavamo stesi e ci accarezzavamo, ascoltando il rumore delle onde del mare ci guardavamo fisso negli occhi e pensavamo che quella fosse la perfezione. Attimi di eternità in un mondo imperfetto. Fu un grande viaggio quello che facemmo assieme. Oltre che in Bretannia,andammo a Finistere in Spagna,a Marrakech,a Parigi, Barcellona a bere calimocio e fare Fiesta per le strade.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento