Ho perso il senso,ho perso la via e forse la vita ,che siano maledetti questi anni di finta felicità,questi dieci anni in questa casa a vedere scorrere il tempo. Sono più di 15 anni che vedo scorrere il tempo e non ne posso più di questa sensazione di passività. Non riesco a sbloccarmi,non riesco a uscirne. È come essere in un vicolo troppo tortuoso,in una via troppo stretta per essere percorsa. Mi manca il senso delle cose,il gusto della vita. Appena mi sento un po'più forte, perché questi sono sintomi di una forza nascosta, Erika non mi manca per niente,ma mi manco io,nel mio agire,nel mio essere.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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