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Senza titolo

 Non sono felice,non sono soddisfatto di me stesso,di quello che ho fatto in questi ultimi dieci anni di vita. Io volevo viaggiare,girare il mondo, fare cooperazione internazionale e per un po'ci ero riuscito. Ma Erika e i miei,ma soprattutto Erika hanno rovinato tutto. Non voleva che partissi in alcun modo e me la ha fatta pagare cara, molto cara. Ha lavorato sui miei punti deboli,si è fatta forza delle sue scopate per sentirsi più donna e più capace, più aggressiva. E io sono crollato, con un esaurimento totale della  mia persona. Ora prendo medicine e farmaci per accettare una situazione che altrimenti non sarei in grado di sostenere: quella del mio fallimento e sono qui a raccontare di me stesso e delle mie peregrinazioni psichiatriche. Sconfitta,abbandono di sé e rabbia sono i miei sentimenti dominanti. Mi sento invariabilmente triste,mi viene da piangere per tutto quello che ho dato e per quanta indifferenza e opportunismo ho raccolto nella mia vita. È un umore nero il mio quello di oggi e la cosa più paradossale è che più mi impossesso di pezzi di me antichi, più sto male per quanto tempo ne ho sentito la mancanza e la nostalgia. Devo fumare meno sigarette e concentrarmi di più sulle mie emozioni e condividerle anche se questo fa male al cuore.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Evelyn III

 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.