Eliona quanto mi manchi a volte. Le tue parole sono rimaste sepolte per dieci anni. Le tue parole sulla mia famiglia,sul fatto che non si possa vivere così, ostaggio della propria famiglia. Bella, bionda e vincente nella vita. Così eri e così sei rimasta. Questo è il mondo,un accozzaglia di persone idiote, arroganti e stupide,quale anche io sono stato in parte. E infatti ero un vincente, come te, Eliona,poi sono cambiato,il viaggio in Nepal mi ha cambiato,la separazione con Erika mi ha cambiato e ora condividere con i miei la loro vecchiaia mi sta distruggendo definitivamente. Vecchi rancori,vecchie storie,nuovi problemi sempre diversi. Non fai in tempo a risolverne uno che già te ne si presenta di fronte un altro. Sembra essere finita l'era delle scelte,siamo di fronte alle scelte obbligate Eliona. Io valevo più di questo. Io mi meritavo forse di più. Ma Dio ha voluto così o gli altri esseri umani mi hanno costretto a essere così. Solo Dio lo sa.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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