Io la sento Laura che mi sussurra nell'orecchio di fare di più di così. Facevamo sesso, tanto sesso e piaceva a tutti e due. Ma quando mi chiedeva di fare di più era nel senso di iniziare a progettare qualcosa insieme. Cosa praticamente impossibile data la mia situazione del momento. Vedevo anche Marina e nessuna delle due sapeva dell'altra. Una a Gerusalemme e l'altra a Milano. Cosa che mi agevolava molto,ma comunque mi beccarono. Se ne accorse Marina dopo aver spiato tra i messaggi del mio cellulare è ne aveva trovato qualcuno di Laura. Vi lascio immaginare il resto. Gli israeliani,la guerra,il mio viaggio di lavoro con Marina a Londra. L'ho risentita Marina,le ho chiesto se avesse foto di quel periodo,ma sembra che non ne avessimo fatte.Mordere l'asfalto. Ti ricordi quando mordevi la strada con la tua panda bordo'( e tutto risente di te e si nutre di te), Laura veniva a casa tua con la sua Uno blu e tu l'aspettavi con fremito di amore e di sesso che consumavi con lei. In un piccolo monolocale di Corvetto si compiva l'amore. È triste stare qui a raccontarlo,ma il tempo passa per tutti. E certe cose non tornano più. La cosa più allarmante è che il tempo passa senza che te ne accorgi. Solo le cose brutte di certi periodi a volte ricordi . Mi ricordo quando vivevo dai miei la cucina gialla in controluce nei pomeriggi di estate. Avevo appena conosciuto Konstant e altri al parco e non stavo molto simpatico ai più perché scroccavo. Konstant anni dopo, quando ebbi una casa venne a vivere a casa mia. Per un anno. Alla fine dovei buttarlo fuori e lui andò a Londra per un paio d'anni. Da qui ad Amsterdam per un breve periodo e poi Madrid dove mi invita sempre ad andarlo a trovare . Dove sta tuttora,lavora e da poco ha una fidanzata di dieci anni più giovane che fa la badante. I mille incroci che ci sono stati qui a San Giuliano. Tanta gente è partita,i più intelligenti direi,tanta è rimasta. I più stupidi e i più deboli come me. Non c'è più quello slancio verso la vita,quella capacità di andarci incontro,quella fiducia anche nei propri mezzi che ti porta a raggiungere qualunque risultato. Il mio passato da educatore brillante, attento, premuroso nei confronti della vita altrui. Anche tutto questo è finito. Anche i nostri concerti all'eterotopia sono finiti ( è il centro sociale autogestito di San Giuliano) e quel palco che ha visto gente lanciarsi tra la folla è tristemente vuoto. Vecchie le casse,di venticinque anni fa,vecchia la moquette griglia che riveste il palco. Laura è venuta dopo tutto questo,dopo Erika e la nostra infinita storia d' amore e prima della devastante Monica. In mezzo tanto sesso occasionale.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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