Cosa è successo quella notte, Andrea? Non mi ricordo, credo di aver bevuto troppo a cena la sera e al mattino al risveglio sono stato male. Ho avuto un attacco psicotico acuto. Mille volte peggio dell' ansia, qualcosa di estremamente più forte: ingestibile direi. E io sono ancora fermo qui. A 18 anni fa, perché tutto quello che è successo dopo è un corollario di situazioni e storie già viste. Nell'attimo in cui ho visto la morte arrivare sotto forma di un soldato israeliano che mi punta il mitra contro per chiedermi il passaporto,se potevo passare. Glielo porgo con tutta la calma e la paura di cui dispongo. E lui mi lascia passare. Fine della storia della morte. Quella notte non so cosa è successo,con chi sono stato se sono stato con qualcuna,ma io non ho nessun sentore di questo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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