Passa ai contenuti principali

Senza titolo

 È un venerdì mattina e l' Estate sta per finire. Abbiamo sofferto molto il caldo, quest'agosto ci ha consumato fino alle ossa. Improvvisamente,dopo i malesseri dei giorni scorsi sto bene,mi sento quasi in pace col mondo se il mio mondo non fosse l'odiosa San Giuliano. Gente ignorante e senza storia abita qui. Immigrati di seconda e terza generazione, stranieri arrivati col barcone. Sto capendo che forse ho chiuso con le donne se sono tutte come quelle che ho incontrato da un certo momento in poi. Tutte che pretendono un qualcosa che io non posso dare e vogliono qualcosa che io non posso fare più dopo Erika perché lo si fa una volta sola nella vita: amare incondizionatamente qualcuno. Quelle che son venute dopo sono semplici storie di poco conto. Sono io che le ho amplificate, sono io che gli ho dato troppo spazio. Per sostituire Erika certo,ma lei è insostituibile per alcune cose, come attenzione e cura dell'altra persona.

Sono una persona che sa piangere,che sa anche perdonare,che si scioglie in un lamento,che si ispira in un sussurro d' amore.Tutte queste cose me le aveva insegnate Erika,poi lontano da lei solo brutalità, latrati di cani. Uomini e cani che si assomigliano nella loro bruttezza interiore . È un mondo di furbi,di ladri,di menefreghisti e puttane senza ritegno che pensano di avere qualcosa di importante tra le gambe.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...