Ha ragione Matteo,che bisogna spostarsi per avere un migliore punto di vista. Bisogna viaggiare. Le voci fuori ti invitano all'odio nei confronti del genere umano. Solo quando scrivo trovo una dimensione minima di me, qualcosa che mi consente di stare attaccato alle cose. Non si può rivoluzionare il mondo da San Giuliano Milanese. Ma nemmeno te stesso riesci a rivoluzionare,forse riuscirai a stare a galla. La festa è finita, riponiamo i bicchieri e i calici di vino,tirate giù il drappo e mostriamo il crocefisso in segno di peccato. Ha ragione Matteo,e soprattutto Juner che mi dice che tra vent'anni sarò ancora così e forse è vero,forse è queche voglio. Non ho nessuna spinta, nessun motivo che mi spinga a partire. Non mi sembra di dover conquistare niente, non ho una sfida in atto nemmeno con me stesso, perché certi limiti li ho già superato vent'anni fa .
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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