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Lo psichiatra

 Storer era un ciarlatano, il tempo si consuma nelle attese. Nell'attesa che arrivi qualcuno, nell'attesa che qualcosa accada. Storer era un bastardo sì,ma senza saperlo. Era esponente di una visione del mondo pacifica, tranquilla e regolare che non mi corrispondeva in quel periodo. Ero tornato da Gerusalemme, c'era la guerra e io ero molto inquieto dopo quella esperienza. Avevo appena conosciuto Monica e stavo con lei, ma lui faceva di tutto per dividerci, parlando male di lei a me e viceversa. Non gli piaceva che passavamo i nostri pomeriggi a letto a fare sesso & bere vino. Non gli piaceva affatto. Secondo me era un po'invidioso. Lena e Nasdr, non si vedono. Sono andati a fare un giro. Chissà a che ore torneranno. Nasdr è egiziano ed è mio amico da poco. Mi chiama spesso, ma non sempre rispondo. Finché c'è Lena sono tranquillo, da solo non saprei. Tu pensi che sia un idiota? Tu pensi che io sia un perfetto idiota. È per questo che non ti vanti di vedermi, di frequentarmi. Lena anche questa sera combina un casino. Un cliente scappa senza darle i soldi. Lei impazzisce perché non ha più i soldi per la cocaina. Nasdr viene violentemente aggredito da Lena, ma lui non vuole andarsene perché sarebbe il suo turno e ha già pagato. Lena si chiude nell'altra stanza piangendo e sbattendo la porta. Con tanta pazienza convinco Nasdr a uscire dopo mezz' ora di trattative. Serata finita, finita male. Lena è un problema: io le voglio bene, ma queste cose non devono più accadere. Mai più. Il tempo che si è consumato nelle attese con Storer è stato quello della guarigione o almeno di qualcosa di migliore di quella merda che il CPS mi proponeva. Subito dopo il ricovero, mi proposero di entrare in Comunità, il CRA, di Melegnano, ma io non volli. Non potevo passare da Kathmandù a Gerusalemme a una Comunità, rinchiuso e ferito. Già essere approdati a San Giuliano era una sconfitta per me, ma questo Storer non lo capiva o meglio non lo voleva capire. Anche Monica non capiva il mio disadattamento verso questa cittadina dell'hinterland milanese che nonha niente da offrire se non droghe e gente malata, seguita dal CPS. Anche se io ero uno di questi mi sentivo diverso dall'accozzaglia umana che frequentava il CPS. Io avevo la mia storia, i miei viaggi alle spalle, le mie donne fisse e occasionali. Mi sentivo sprecato a stare in mezzo a questa accozzaglia di idioti, così come mi sentivo sprecato a stare con Monica, anche se non mi dispiaceva il suo corpo e non mi dispiaceva il fatto di trascorrere i nostri pomeriggi insieme così. Mi accontentai, e come sempre succede in questi casi, sbagliai. Storer era solo un complice attore del manifestarsi del nostro amore, e un subdolo consigliere in fatto di questioni di vita vissuta. Non mi ricordo nulla che Storer possa avermi detto di particolarmente intelligente in dieci anni che mi ha seguito. Certo non era una cattiva persona, ma era semplicemente incapace a svolgere il suo mestiere. Era stanco di tutto e di tutti i suoi pazienti. Probabilmente era stanco anche di vedere la malattia psichica ogni giorno che si affacciava alla sua porta.

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