Sono sulla spiaggia di Donoratico,una bellissima spiaggia a me tanto cara nei ricordi quando venivo qui con i Centri Rousseau. Il mare è blu,il cielo azzurro. C'è un po'di vento,ma si sta benissimo. Il mio amico Alex si fa il bagno. Rimorsi e rimpianti del passato San Giulianesi si annullano sotto un sole caldo e sicuro. Vaffanculo San Giuliano. Vaffanculo Erika e William. Sono libero, finalmente libero da questa gabbia mentale. Poi nel pomeriggio penso a quanto sia stato stupido a stare con quell'idiota di Monica che si fa comandare a bacchetta dalla gente sandonatese. Dalla borghesia sandonatese. Tizi vari con i soldi che decidono del destino dei più,ma io le mie serate me le facevo con Jim e quindi il problema non si poneva perché noi eravamo più avanti. Andavamo alle feste più belle nei posti più pazzeschi anche fuori Milano,mentre loro al massimo andavano al Mom e poi in discoteca per poi tornare a fine serata tutti sbronzi, per ritrovarsi in un parcheggio un pò nascosto, dove si trovavano anche a inizio serata. Prima di uscire.Che idioti. Eppure questi idioti c'è l'hanno fatta nella vita, ennesima testimonianza che nella vita va avanti chi non vale un cazzo. Ma siamo a Donoratico e il mare splende di un sole raggiante. E io questi posti li ho visti con Jim,il mio grande amico. Donoratico, quanti ricordi. In una serata come queste mi sento solo e sperduto,tra i miei ricordi e quello che ho ancora davanti a me. L'amore è reciprocità, è scambio di esperienze,scambio di esseri.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento