Oggi mi sento scrittore e biografo della mia vita. Sto capendo che devo rallentare, rallentare paurosamente. Julia,che pure ha viaggiato e visto tanti posti,non riesce a capire che io arrivo da un lavoro per una ONG in territorio di guerra. Cambiano molte cose nella vita quando capisci che potresti realmente morire. Cambiano i valori che diventano relativi, l'unica cosa assoluta è la vita che stringi tra le mani. La tua. Scriverò in modo più biografico e inventerò meno, perché non c'è spazio per inventare. Non c'è materiale o meglio ci sarebbe,ma non c'è più tempo per sperimentare.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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