"Ma con tutte le donne che ci sono in giro, proprio di me si doveva innamorare?" Così diceva Laura alle sue amiche a un tavolino del bar di Corvetto poco lontano da casa mia, dal mio monolocale dalle pareti rouge. Abitavo al primo o al secondo piano non ricordo. Casa di ringhiera, ma io non avevo il pianerottolo su cui fumare una sigaretta e guardare fuori, allora la sigaretta la fumavo in casa sdraiato sul divano letto. Laura era con me,al mio fianco. Sempre con me, come se fossimo una cosa sola.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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