Cloud,prima che io muoia,vieni a baciarmi. Così dolci i tuoi baci, così profondi i tuoi occhi. Sono momenti bui a casa. Sono stanco di mio padre , del suo nervosismo, della sua ira a tratti,del suo battere le cose in cucina. Voglio stare tranquillo,con le mie energie. Hanno ragione Burgos, forse ho un futuro nella letteratura. Rumori sempre rumori fuori. Disturbano la mia mente e la mia quiete. Penso a una donna che ho visto l'altra sera nel locale,una donna aristocratica spagnola. Molto affascinante. Comunque i rumori si sono placati e posso aprire la mia mente a nuovi progetti e orizzonti. Comunque sono stanco Cloud, non di te,non di noi due. Ma di quello che mi circonda. Cloud ti toglie il piacere di vivere & con presunzione se lo tiene tutto per sé. Anche se forse vorrei vederla ancora.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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