L'imbarazzo della gente non ci deve essere. Deve essere una festa,con nastrini e perline. Come piace a noi. Come piace a voi. Devo riavvicinarmi alle persone,tornare a esse. Cloud,non ti odio sappilo,ma subisco il tuo fascino & la tua bellezza. " Ancora in quella casa?""Ancora in quella casa ?". La sua voce riecheggiava nella mia mente. Fluida & meccanica si ripeteva. Non c'era speranza di sottrarsi a essa. Questa notte è lunga e sembra non finire mai. Il ronzio del frigorifero sembra un rumore di cicale,che mi rimanda a notti dove si dormiva fuori. Dopodiché, caro Burgos,la terapia sono fatti miei. Non ti dirò mai più di quanto abbia già detto. Non posso dire più di tanto, caro William.Ti inviterò per un caffè. Così parleremo un po'io e te. E spero che non sarà più il far west degli altri anni,ma qualcosa di più tranquillo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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