Senza idee, svuotato e privo di senso. Così mi sento oggi. Il cielo è grigio e l'aria grave di chi ha emesso una sentenza. Sono al terzo caffè stamattina. Ieri ho suonato e sono un po'stanco. Niente musica oggi. Caffè e sigarette e pensieri che vagano eppure statici Mi comprendono nel mio essere fatto di nulla. Occhi stanchi vagano & scavano nel profondo della mia anima e non ci trovano niente di concreto. È tutto evanescente. Pensavo a Cloud,a come usa il suo corpo per ottenere cose dalla vita. Troppo abituata ad appagarsi degli sguardi altrui. Certo che Cloud è una bellissima donna, ma non sa ancora gestire la sua bellezza. Forse bisogna anche saper scomparire ogni tanto nella vita.Ma non voglio passare la vita a parlare di Cloud e di quanto in fondo fosse dolce & le sue lacrime sincere. Non capirò mai perché l' ho incontrata e perché questa storia sia finita. Doveva essere una collaborazione artistica e siamo finiti a letto. Ma lei non mi ha mai concesso lo spazio che meritavo,credo. Sono troppo stanco oggi per dire altro.Pensavo a Sarte,stavo leggendo un suo libro,ogni tanto riesco ancora a leggere qualcosa. L'esistenzialismo sartriano può essere definito una filosofia della libertà, della scelta e della responsabilità. L'uomo deve inventare la propria vita e il proprio destino, deve costruire i propri valori. Non c'è un essenza dell'uomo che prefiguri la sua esistenza; non ci sono norme,leggi, autorità che predeterminato il suo comportamento ( e su questo non sono molto d'accordo). Solo i benpensanti che rifiutano la responsabilità di un esistenza libera,credono in una necessità esterna dell'uomo,in una stabilità delle cose,in un ordine metafisico che presieda alla vita della società. I benpensanti rifiutano le esperienze radicali e rivelatrici del nulla, della nausea e dell'angoscia,che Sarte ritiene fondamentali per provocare nell'uomo la crisi da cui emerge l'esigenza della libertà e dei valori. Così Sarte a proposito della libertà. Io non sono molto d'accordo sul tema dell' angoscia come generatrice di nuove esperienze. Forse per la mia storia personale,ma io non mi sento ancora così libero. E ancora: Perché siamo al mondo? Per caso afferma Sarte dal momento che Dio non c'è. L'esistenza è dunque inutile.Ma c'è un ma. L'artista non può limitarsi a descrivere; anche se non lo vuole è attore. Quel che dice deve concorrere a una dialettica generale che lo concerne e di cui fa parte. Perciò l' impegno filosofico finisce per prolungarsi nell'impegno sociale e politico, come potrebbe lo scrittore sentirsi responsabile di sé stesso, degli altri del futuro del mondo senza adottare a un certo momento,un atteggiamento pragmatico esterno esterno alla sua opera? Sarte si concentra molto sulla nozione di responsabilità di chi scrive. Non è il pensiero che impegna,ma l'atto,e per lo scrittore l'atto è la parola. Tacere significa mutilare il mondo e sé stessi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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