- Guarda che io posso fare sesso quanto vuoi. Mettimi alla prova. No,non mi va,ti distruggerei così. Sei sicura? Si,non hai speranze e uscirne vivo per te sarebbe difficile. Chissà che freddo inizia a fare a Varzi, chissà cosa fa Erika adesso. Varzi teatro di tanti fine settimana passati assieme amorevolmente. Era una questione di pelle,mentale e anche di slancio giovanile. Ma a me piaceva stare con lei: mi dava sicurezza, tranquillità. Casa,chiesa, guscio: così deve essere e così sia. Frammenti di esistenza si ricomponevano in lei. Sembrava tutto semplice e necessario nel suo essere. Tu cambi casa per fuggire dai tuoi problemi. No, per non vivere nel ricordo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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